L'attesa per chi aspetta
Nessuno è solo
Questo è il primo appuntamento dedicato alla quarantena e come affrontarla al meglio.
Qui potete trovare le indicazioni generali sulle emozioni di adulti e bambini durante l'isolamento.
Nessuno è solo - volume 1 con:
Elisa Beschi
Psicologa clinica dell'adulto e dell'adolescente
Specializzata in psicologia giuridica e psicodiagnostica clinica e forense.
Perfezionata in Psicologia clinica perinatale
Se vi siete persi la precedente intervista con la dott.ssa Beschi
Elisa, torna oggi con noi per riflettere sulla maternità presente e futura: come si può vivere in modo accettabile questo difficile periodo che coinvolge tutti noi.
Come può sentirsi una futura mamma/nuova mamma in questo periodo?
In un momento così complicato ed incerto, l’ansia caratterizza il vissuto emotivo di ciascuno di noi ma, specialmente, quello di una donna in gravidanza che neuro biologicamente è portata a proteggere se stessa ma, in particolar modo, il piccolo che cresce dentro di sé. Tutto intorno le appare come pericoloso ed incombente sulla sua vita e su quella del nascituro ed i continui messaggi dei mass media creano uno stato di iperattivazione generale che toglie spazio ad ogni altra forma di pensiero. Ed è così che il momento più significativo nella vita di una donna si trasforma in un momento difficile ed angosciante, caratterizzato dall’incertezza e dalla paura. La scienza ci fornisce la rassicurazione che, sebbene le donne in gravidanza abbiano lo stesso rischio di ammalarsi rispetto a quello delle altre persone, il Coronavirus non passi attraverso la placenta e che, quindi, il bambino all’interno della pancia della madre sia al sicuro.
Una donna, quindi, nella prima fase della gestazione sarà ancora più attenta a preservare se stessa dal contagio per fare in modo che la gravidanza prosegua, senza che lei necessiti di farmaci incompatibili con il suo stato. Una donna, invece, che si appresta a partorire vivrà con ancora più angoscia il distacco, consapevole che il suo bambino lascerà un posto protetto e sicuro come il suo grembo per affrontare un mondo che adesso le appare ancor più carico di pericoli.
L’ansia del momento passerà al feto o al bimbo che sto allattando?
Sono stati condotti numerosi studi sulla relazione tra madre-feto durante tutta la gravidanza. Attualmente sappiamo che un’alta concentrazione di ormoni derivanti dallo stress materno, tra cui il cortisolo , e che raggiunge il feto attraverso il flusso sanguigno della placenta, influenza il suo sviluppo cerebrale ed i suoi comportamenti all’interno della cavità uterina, aumentandoli o inibendoli sensibilmente.
E’ tuttavia altresì dimostrato che le esperienze a cui la madre è esposta durante la gravidanza, possono sì influenzare lo sviluppo del bambino ma non determinarlo in modo incontrovertibile: saranno poi la qualità dell’accudimento e anche le esperienze di vita a cui verrà sottoposto a formarlo nella sua crescita.
Nel post-partum, invece, la madre dovrà affrontare il difficile compito dell’accudimento in un momento tanto incerto come questo, che ci vede coinvolti in una pandemia mondiale. Oltre al carico legato al puerperio, quindi, anche il pensiero dell’epidemia in corso spaventerà e a tenderà a turbare la donna. Non sarà insolito, quindi, trovare una neo mamma in atteggiamenti di iper-vigilanza e di iperprotettività, in comportamenti che potremmo giudicare dall’esterno eccessivi. Il bambino, dal conto suo, percepirà il clima emotivo disturbato che lo circonda e potrebbe tradurre questa sensazione con uno stato di tensione e nervosismo, che coinvolgeranno il sonno, l’appetito e la gestione dello sfintere anale con improvvisa stitichezza o diarrea.
Come reagire quindi?
Siamo esseri umani e come tali non possiamo programmare una reazione che sia in tutto e per tutto funzionale. Ricordo inoltre che la gravidanza ed il post partum sono due momenti che di per sé sono già estremamente delicati perché comportano uno sconvolgimento sul piano psicologico e relazionale per cui, unendo anche l’allarme per questa pandemia mondiale, lo stress potrebbe divenire umanamente insostenibile e scatenare reazioni abnormi. Non possiamo controllarci completamente: rimaniamo essere umani, imperfetti e fallibili, anche quando diventiamo genitori. Anzi, soprattutto nel momento in cui diventiamo genitori. Per contrastare l’angoscia dilagante, le madri hanno bisogno di sentirsi protette e rassicurate, riuscendo a mettere in atto tutte le protezioni che il caso richiede e sentendo che, intorno a lei, questi “paletti” vengono rispettati. Il partner può svolgere da protettore della propria compagna e, in un futuro, anche del proprio bambino, vigilando su di essi e provvedendo all’esercizio di tutte quelle cure ed attenzioni di cui hanno bisogno. Se amici e parenti sapranno rispettare tutti gli accorgimenti richiesti senza polemizzare o volerli sminuire, le madri in gravidanza e nel puerperio si sentiranno molto più tranquille ed in grado di padroneggiare la situazione, con una significativa riduzione dell’angoscia.
Diamo qualche consiglio pratico
Se state aspettando un bambino, adottate tutte le misure consigliate dall’Istituto Superiore di Sanità per limitare il rischio di contagio. Questo ridurrà l’angoscia di poter contrarre il virus e, di conseguenza, vi farà sentire protette e luogo sicuro per il vostro bambino. Dovete sentire, sotto questo profilo, di poter controllare la situazione contrastando così la sensazione dolorosa dell’impotenza e di fragilità. Dal punto di vista psicologico, continuate ad investire mentalmente sulla gravidanza e sul vostro bambino: il virus non durerà in eterno e la vostra vita tornerà normale. Continuate, quindi, ad organizzarvi per l’arrivo del bambino, pensando all’allestimento della cameretta, per esempio, o alla carrozzina. Sfogliate riviste, consultate internet, raccogliete idee che poi potrete realizzare. Informatevi soltanto il giusto necessario in merito all’andamento del coronavirus poiché la continua esposizione a notizie allarmanti non aiuta un pensiero che possa essere funzionale e positivo e favorisce la produzione di ormoni legati allo stress.
Se siete, invece, prossime al parto, organizzatevi mentalmente ed in modo pratico per l’accoglimento del vostro piccolo e cercate di fare “squadra” con il vostro partner che sarà il vostro più grande alleato in questa difficile situazione. Ricordatevi che le angosce che provate voi rispetto al crescente bisogno di proteggere e di accudire il vostro bambino, le sentirà anche lui ma che spesso, uomini e donne, mostrano una diversa modalità di comunicazione rispetto a ciò che si prova.
Nel giorni e nelle settimane successive al parto, la coppia di neo-genitori avrà bisogno comunque del sostegno dei propri cari ed amici. Il rischio di contagio sarà molto elevato e pertanto le visite al neonato dovranno essere evitate e sostituite con video chiamate. Potrebbe insorgere, nella madre soprattutto, un senso di isolamento e di solitudine dovuto a questa forzata quarantena che nel contempo, tuttavia, costituirà l’unica condizione in grado di sanare la sua angoscia e di soddisfare il suo bisogno di protezione. Sarà comunque possibile ricevere il sostegno delle persone intorno a lei, in un momento tanto particolare, delegando a loro incombenze pratiche come la spesa, il bucato, la preparazione dei pasti: ciò non solo permetterà ai neo-genitori di sentirsi sgravati di impegni pratici ma, sul piano psicologico, l’attuazione di tutti questi comportamenti di cura e di attenzione li farà sentire meno soli, e più al sicuro.
Avete ancora dubbi o perplessità?
Ricordo che Elisa rimane a disposizione di mamme e future mamme!
Per prendere contatti e fissare un eventuale colloquio: elisabeschi@yahoo.it
Grazie a tutti, a presto
Contatti
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